In memoria di Nanda Vigo (1936–2020): Nanda Vigo, ovvero Piero Manzoni di

di 18 Maggio 2020

Il nome e la biografia di Nanda Vigo sono stati giustamente spesso accomunati a quella di Piero Manzoni. Ed è giusto. Si conobbero giovanissimi, lei mi pare avesse diciannove anni, Piero ventidue. Ma fu un legame amoroso generoso e tumultuoso, per il suo alcolismo inarrestabile e per la gelosia di Piero per le molte libertà di Nanda. Nanda cercò in tutti i modi di allontanarlo dal vino, ma tutto fu inutile. Mi pare che per costringerlo a non bere, lo lasciò addirittura per qualche mese. Poi il comune istinto per la creatività  e l’amore li riunì – sino alla morte di lui. E credo che Nanda abbia avuto una forte influenza intellettuale su Piero. La Nanda, architetto, con percorsi di studi brillanti a Zurigo, era più colta di Piero e forse anche più creativa. 

Di Nanda Vigo stavo leggendo una splendida recente autobiografia quando il libro, sommerso incidentalmente da altri libri, mi è scomparso dalla vista. E lo sto cercando disperatamente. Ma quando tu sei sommerso dai libri, anziché cercare, ti conviene comperarne un altro. Come spesso ho fatto. 
Volevo capire dove iniziava il lavoro di Piero Manzoni e dove finiva quello di Nanda Vigo. Per opportunismo commerciale e maschilismo, non si è mai analizzata la figura di Piero e Nanda insieme, per capire chi ha dato a chi. La mia sensazione e leggendo la sua autobiografia, che mi è scomparsa dalle mani, è che nel lavoro di Piero ci siano tante, ma proprio tante intuizioni e sollecitazioni di Nanda. Infatti lei, a differenza di Piero, più legato ai tavoli del Bar Jamaica, girava il mondo e conosceva personaggi nuovi. Famosa la sua amicizia e relazione con Lucio Fontana, proprio mentre era fidanzata con Piero. E pare che Piero, accortosi della tresca, ma grande amico di Fontana (che lo supportava anche economicamente), fosse un po’ geloso ma lasciava perdere. Una volta Lucio Fontana, in una intervista, mi confessò che l’ispirazione per i suoi tagli, gliela diede proprio Nanda Vigo. La vagina di Nanda mi rispose. Usando un altro termine più corrente, ovviamente.

Certamente Nanda Vigo ha collaborato con Piero Manzoni ai suoi Achromes. Non so se l’idea sia stata sua o di Piero, ma certamente Nanda ne ha realizzati centinaia. E forse anche di più. E pare che i più belli siano proprio quelli di Nanda, architetto, con maggiore manualità di Piero. Non conosco bene invece il contributo di Nanda nelle opere più concettuali di Piero, come la Merda d’artistaLo zoccolo (o base) del mondo, la Linea infinita, il Fiato d’artista, ecc. È possibile che questi siano il frutto della ricerca di Piero in voga quegli anni. Non dimentichiamo i tempi con ricerche similari di Ben Vautier e Yves Klein.

Chi è dunque Nanda Vigo artista? Certo, la sua liaison con Piero Manzoni l’ha oscurata e confinata, come spesso è accaduto nel passato, a donna di Piero Manzoni. Ma Nanda, donna intelligente ed emancipata, non se ne stava con le mani in mano e seppure in disparte si è creata un suo spazio molto apprezzato come architetto e designer. E pare che ora stia emergendo anche come artista. Speriamo che la sua scomparsa faccia giustizia a una grande donna, dalle consuetudini e dalla cultura dominante confinata a semplice amante di Piero Manzoni. Io invece talvolta penso che il vero Piero Manzoni sia proprio Nanda Vigo. Ma per la consuetudine maschilista, Piero si è appropriato delle idee della sua donna ed è diventato Manzoni grazie a lei. Mentre lei, la vera Manzoni, è restata Nanda Vigo. La Storia fa anche di questi scherzi.

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Giancarlo Politi