Lucia Leuci “La ragazza di città” Tempesta Gallery / Milano

30 Settembre 2020

Il nuovo spazio di Tempesta Gallery a Milano ospita la mostra personale dell’artista Lucia Leuci: sculture che ricostruiscono un ambiente domestico e figure antropomorfe in relazione ad esso. Un racconto visivo riguardante la storia della città, ovvero una raccolta di emozioni di chi vi opera e degli eventi umani che vi hanno luogo. Le opere esposte proseguono la ricerca di Lucia Leuci sui materiali sintetici e naturali, gli elementi utilizzati in contrasto tra loro divengono strumento d’indagine metropolitana. Leuci, tramite l’utilizzo di coefficienti riconducibili a semplici esperienze quotidiane, mette in scena la fotografia intima di una collettività sempre più alla ricerca di quel mondo agricolo da cui in passato ci si è distanziati.

Gli esseri umani inurbati cercano oggi una collocazione individuale all’interno di uno scenario rurale dove l’agricoltura è sostenibile e rispettosa dell’ambiente.

Negli ultimi anni infatti si è delineata una forte attenzione verso l’utilizzo di materie prime genuine e prodotti freschi di filiera, promuovendo catene alimentari ecosostenibili e a basso impatto ambientale. Il desiderio di abitare in luoghi più ampi ha spinto gli abitanti della città a rivalutare la vita agricola trasferendosi in località amene: piccoli borghi e paesini bucolici dove il benessere personale è il perno di un’esistenza tranquilla, a dimensione umana.

L’epoca recente ha reso sempre più evidente il parossismo della città, dove gli spazi abitativi si sono rimpiccioliti e resi più costosi, tali da mettere in discussione la qualità della vita di chi li abita, di chi vi lavora e di chi vi sogna.

Il titolo della mostra è una citazione invertita del celebre film Il ragazzo di campagna, pellicola cult degli anni ‘80, in cui Renato Pozzetto incarna un personaggio genuino e umile proveniente dall’Italia (ancora) contadina alle prese con un modello di società improntato alla modernità e al consumismo. Oggi, l’uomo vive una città continua, senza più inizio né fine, sognando una dimensione naturale di prossimità, il verde perduto della nostra psiche.

Con l’intento di creare un dialogo linguistico ideale e una connessione che si estende su diversi orizzonti temporali, nella viewing room della galleria sarà presentata una selezione di opere storiche di Carol Rama (Torino, 1918-2015).

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