Bruna Esposito — Federico Luger

15 Gennaio 2015

Bruna Esposito – Federico Luger Gallery, Milano

Nel 1969 Marshall McLuhan scrisse: “Nutro una grande fede nelle capacità di recupero e nella facoltà di adattamento dell’uomo. Spero di vedere il nostro pianeta trasformarsi in un’opera d’arte; l’uomo nuovo, integrato nell’armonia cosmica diventerà un’organica forma d’arte”. Tale profezia si è avverata con Bruna Esposito (1960), tra le poche artiste italiane note all’estero, attiva dagli anni Novanta, pluripremiata, che non sbaglia una mostra per la sua capacità analitica, sintetica e poetica di cogliere l’esprit contraddittorio del presente attraverso materiali eterogenei, mai casuali, che plasmano opere di rara tensione formale, apparentemente semplici ma dai significati plurimi e complessi, impregnati di quotidianità senza scadere nel riciclaggio o nell’assemblaggio. “Inconveniente” è il titolo scelto per la sua terza mostra personale alla FL Gallery, composta da circa venti lavori realizzati con carta da regalo, coperte isometriche, scarpe e altri elementi “poveri” che suggeriscono stati di emergenza, di disagio. Sono opere che fanno pensare agli immigrati sopravvissuti sbarcati a Lampedusa o agli homeless, e alle troppe realtà scomode, emarginate, sconvenienti. Scope, cellophane, tavole dei mercati di ambulanti di colore blu cielo trasparente, issati in verticale, diventano sculture minimaliste. Questi e altri materiali inadeguati, sproporzionati, inopportuni invadono i due piani della galleria, e ci invitano a riflettere sui molti nati dall’altra parte del benessere, agli antipodi di una giustizia sociale, dove diritti e doveri sono negati e l’umanità è un lusso.

 

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