Bold Shelves #30 – TAMO, territorio-persona: femminismo plurilingue e dissenso situato di

di 13 Gennaio 2026

 

 

Con TAMO #01, pubblicato da Kulte Éditions, prende forma una piattaforma editoriale che assume il posizionamento come gesto fondativo. Multilingue e dichiaratamente femminista, la rivista intreccia arte, storia e questioni contemporanee sottraendosi sia all’esotizzazione sia a ogni universalismo astratto. Il titolo, طامو, condensa una tensione tra lingue, alfabeti e appartenenze, suggerendo un’identità mobile, refrattaria a definizioni univoche.

La forza di questo primo numero risiede nella ridefinizione dell’identità come campo di attrito. Non un’essenza compatta, ma una costruzione stratificata, attraversata da differenze di classe, provenienza, lingua e accesso all’istruzione. Più che rappresentare una comunità coesa, la rivista ne mette in scena frizioni e ambivalenze, smontando ogni idea monolitica di cultura – marocchina, europea o globale – e assumendo la complessità come condizione costitutiva.

L’editoria diventa così pratica politica. La pluralità linguistica non è un ornamento, ma uno strumento critico per rileggere archivi coloniali, genealogie femministe e conflitti del presente. Testi e immagini dialogano come spazi di presa di parola, costruendo una contemporaneità fatta di stratificazioni temporali più che di attualità effimera.

TAMO #01 non cerca sintesi rassicuranti. Abita il disaccordo, valorizza la parzialità e rivendica il diritto di parlare da un luogo situato. Più che una rivista tematica, è un atto di affermazione culturale che propone l’editoria come spazio di negoziazione e trasformazione collettiva, dove il territorio diventa persona e la lingua, pratica di resistenza.

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Francesca Spiller