Evviva il fumetto! Evviva l’osceno che rinnova il mondo! Nel Giosafat in cui a un certo punto del racconto si ritrovano Feto e Carletto, figli (abortiti) di “J” o Marcello Jori, c’è tutto quello che non si può dire, figuriamoci scrivere. Una lettura caldamente consigliata a chiunque nutra il culto della donna che ha da essere madre a tutti i costi, e degradi così facendo la donna. Uscito a episodi in bianco e nero sulla rivista Alter Alter per approdare poi a colori su Linus, tra il 1979 e il 1982, è oggi pubblicato dalla casa editrice milanese Frankenstein in versione integrale con bellissime tavole restaurate. Carletto nasce prematuro e abortisce i genitori, per poi ritrovarsi vittima (e carnefice) di un’irrefrenabile desiderio di ventre materno; al suo fianco un Feto strappato fuori da una delle pance prese in prestito e che diventa, come Rino Gaetano cantava in quegli anni, fratello-figlio-unico di Carletto. Un pò come le figure di Gargantua e Pantagruel di François Rabelais, i due deridono la pretesa del liscio rinascimentale, dell’alto e del bello, e grotteschi banchettano tra pagine sbrodolanti di intestini, orifizi, frattaglie, buchi, eruzioni. Rapiscono i bambini della città per crogiolarsi nei loro letti e mangiare le loro merende, ne sottomettono i genitori che fanno il biglietto per poterli a turno vezzeggiare, li squartano poi alla Hermann Nitsch. È una psicosi collettiva che fa lo sgambetto a chiunque giri la testa dall’altra parte e storca il naso perché riguarda tutti, essendo tutti stati feto e avendo tutti preso un po’ il sopravvento sulla propria madre. Il libro si chiude sull’immagine di un corpo giunonico alla Saint Phalle-Tinguely del 1966, su una delle cosce poi distrutte: «Si vergogni chi pensa male!». In effetti, di She-a-Cathedral rimane oggi solo la testa. Fortunatamente, nonostante lo scandalo da salotto sollevato al momento dell’uscita, nessuna Salomè ha ordinato la testa di Jori. Così le tavole in cornice dipinte dall’artista apposta per l’occasione saranno in mostra presso la Galleria Federico Vavassori fino all’otto maggio; il dieci è la festa della mamma, quale regalo migliore? E se la mamma non avesse pareti libere, o non sapesse leggere, una buona notizia: è in parallelo uscita una capsule esclusiva in collaborazione con OVS. Attenzione solo che Feto e Carletto, dalla vetrina dedicata, non conquistino tutte le mamme di passaggio per Via Dante!
5 Maggio 2026, 11:46 am CET
“Feto e Carletto” di Marcello Jori Galleria Federico Vavassori / Milano di Rebecca Isabel Consolandi
di Rebecca Isabel Consolandi 5 Maggio 2026
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