Dal 15 al 17 maggio 2026 torna la quarta edizione di Roma Gallery Weekend – Contemporanea.
L’iniziativa trasforma Roma in una superficie espositiva estesa, dove la città non è soltanto attraversata dall’arte contemporanea, ma ridisegnata da essa come una geografia in continuo spostamento.
Come si legge nel comunicato stampa del progetto «Roma diventa un grande spazio espositivo a cielo aperto grazie alle 32 gallerie di arte contemporanea partecipanti all’iniziativa che aprono le loro porte al pubblico con un programma di mostre, eventi inediti e momenti di incontro.»
In questo movimento, il Gallery Weekend si configura come dispositivo urbano più che come semplice evento: una struttura temporanea che rende visibile il sistema delle gallerie come infrastruttura culturale attiva.
Il percorso ideale prende avvio da Cantadora, galleria che ospita la mostra “Unos pocos buenos amigos” di Gerson Vargas e María Leguízamo, a cura di Vasco Forconi. Il progetto costruisce un campo di relazioni tra geografie e appartenenze diverse, in cui la galleria si fa spazio di traduzione e confronto tra immaginari culturali. z2o Project presenta “Superfici instabili,” nuovo capitolo di un programma che mette in dialogo A+B Gallery, Alma Pearl, Matèria e z2o Sara Zanin Gallery riunendo i lavori degli artisti: Lyndon Barrois Jr., Mario Cresci, Ayla Dmyterko, Maïmouna Guerresi, Tomoe Hikita, Jeanine Richards e Flora Temnouche, e costruendo una riflessione corale sulla fragilità dei supporti e delle immagini.
Negli spazi di z2o Sara Zanin Gallery invece è ospite la ricerca e la pratica di Guglielmo Maggini con la mostra “Nel tuo affondare, la mia forma” a cura di Giuseppe Armogida. Tra installazione e scultura, il lavoro dell’artista indaga la soglia tra vita e morte, memoria individuale e stratificazione storica. Si prosegue il Gallery Weekend con ADA project, dove Diego Gualandris presenta “Floralia” una mostra che si costruisce sulla pittura e le sovrapposizioni, dove corpo e natura si fondono in una temporalità sospesa.
A due passi Sant’Andrea de Scaphis, che ospita la prima personale romana di Rudolf Stingel, segnalando un ritorno significativo dell’artista in Italia. Attraversando il Tevere si incontra la Galleria Anna Marra, con la personale di Aron Demetz a cura di Claudio Libero Pisano: la scultura lignea diventa qui corpo organico e simbolico, tensione tra materia e figura. Poco distante, Erica Ravenna presenta “Materia Madre Lingua Madre”, collettiva con Cyril De Commarque, Laura Pugno, Lucia Veronesi e Gaia Scaramella, a cura di Benedetta Carpi De Resmini, che esplora stratificazioni linguistiche, corporee e ambientali.
Lorcan O’Neill espone lavori più intimi e di carattere terapeutico dell’artista Tracey Emin con “You Should Have Saved Me di Tracey Emin”: un ciclo di dipinti e lavori su carta realizzati tra Londra e Margate. Da 1/9unosunove, una selezione di lavori di Sergio Lombardo in “Aesthetic Engineering: SAT – early stochastic paintings” mette in evidenza le origini sperimentali della ricerca sul comportamento e sull’immagine.
Seguendo il lungo Tevere si raggiunge Federica Schiavo Gallery, dove la pratica di Benoît Maire, che attraversa pittura, filosofia e performance, trasforma il pensiero teorico in forma estetica autonoma. Vicino Galleria Eugenia Delfini presenta “3:17” di Lucia Leuci, tra bronzo e disegno, dove il buio diventa soglia percettiva e lo spazio domestico si dissolve nel paesaggio urbano.
Da Tim Van Laere Gallery, Friedrich Kunath intreccia Romanticismo tedesco e cultura pop americana in un immaginario sospeso tra malinconia e ironia. Mentre Spazio Amanita ospita “Osteria del sole” di Francesco Cima, dove la pittura paesaggistica costruisce ambienti immersivi attraversati da luce crepuscolare.
Il percorso prosegue da Andrea Festa Fine Art, con “Soft Structures”, collettiva di artisti americani che indagano l’astrazione come linguaggio relazionale, e “Sports Section” di Gianna Dispenza. “Pensieri sparsi” di Alessandro Gioiello da Richter Fine Art, lavora sugli oggetti dello studio come materiali pittorici, mentre Ex Elettrofonica presenta “Strutture impermanenti”, collettiva che reinterpreta il paravento come dispositivo tra architettura e superficie.
Da EDDart, Mauro di Silvestre in “Questione di equilibrio” riflette sulla memoria come costruzione instabile tra oggetti e immagini. Spazio Nuovo accoglie Rubén Rodrigo con Area Specularis, dove pittura e caso si equilibrano in un sistema instabile. Nel rione Campo Marzio, Magazzino presenta “TAMEN SIMUL #2” di Carlo Valsecchi a cura di Francesco Zanot, un ambiente fotografico che sospende realtà e astrazione.
Seguono Tornabuoni Arte con “Passo a due”, progetto costruito su dialoghi epistolari tra maestri del Novecento italiano come Fontana, Burri, Accardi e Dorazio; e La Nuova Pesa con Francesca Cornacchini, che esplora cultura underground e femminismo tecnologico. Richard Saltoun Gallery propone una rilettura di Ida Barbarigo in “Beyond the figure”.
Da Antonacci Lapiccirella Fine Art, Marshall Vernet mette in dialogo Piranesi e l’immaginario della città eterna, mentre Alberto di Castro ospita “Cosmic Connections” di Alice Anderson, tra performance, tecnologia ed ecologia.
Salendo verso Villa Borghese, Francesca Antonini Arte Contemporanea presenta “Dopo le sei di sera”, collettiva sul realismo magico contemporaneo. Gagosian partecipa con la mostra “Lately I Find a Sliver of Mirror Is Simply to Slice an Eyelid”, che propone circa cinquanta fotografie, molte delle quali inedite, realizzate da Francesca Woodman (1958–1981) nel corso della sua vita. Mentre Galleria Continua accoglie il ritorno romano di Carlos Garaicoa, con una riflessione sull’architettura modernista e il suo collasso ideologico.
Nel quartiere Esquilino, Studio SALES che ospita Concetto Pozzati. 50 anni dopo, mostra dedicata all’artista bolognese, realizzata in collaborazione con l’Archivio Concetto Pozzati in occasione del cinquantesimo anniversario della storica antologica dedicata all’artista a Palazzo delle Esposizioni di Roma.
Arrivando a San Lorenzo si prosegue con Gilda Lavia, che presenta “Hydra’s heads”, mostra personale dell’artista Petra Feriancová, che invita il pubblico a vivere un’esperienza fisica e intellettuale, stimolando una riflessione sulla memoria, sul mimetismo e sulla stratificazione della materia. Poco distante si trova Monti8, che ospita “Echo”, personale della pittrice Imogen Allen, pittrice il cui lavoro esplora il linguaggio fisico del colore, della forma e del gesto. Nel cuore del quartiere si trova Monitor, che presenta “50 x 35”, personale di Elisa Montessori, pittrice la cui ricerca rintraccia l’influenza di due mondi: la fertilità culturale dell’occidente e quella più segnica e nascosta dell’oriente. Penultima tappa è Matèria con Common Ground, un progetto speciale per il Gallery Weekend che riunisce le opere di José Angelino, Fabio Barile e Stefano Canto, tre artisti con approcci e linguaggi diversi, uniti da una base teorica comune e da un ampio spettro di interessi condivisi.
Chiude il cerchio nel quartiere salario, Rolando Anselmi, che presenta “Actual Notes”, mostra collettiva di Marco Bizzarri, Julien Des Monstiers, Danielle Fretwell, Gregor Gleiwitz, Diego Kohli, JJ Manford, Norberto Spina, Alina Vergnano, Ryota Watanabe.
Sostenuto da Allianz Bank Financial Advisors, il Roma Gallery Weekend si conferma come una delle infrastrutture più articolate della scena contemporanea romana. A questo si affianca un programma di eventi speciali tra Studio San Lorenzo e Soho House Rome, che estende il dispositivo oltre la galleria, verso un’ulteriore soglia di socialità e produzione culturale.
In questa edizione, Roma appare meno come capitale e più come campo operativo: una città attraversata da traiettorie temporanee, in cui la geografia non è data ma continuamente riscritta dall’atto stesso del visitare.











