Entrare in “Prequel”, la mostra organizzata da Studioli negli spazi di Supernova, implica attraversare una soglia tra due regimi di visibilità. Dai colori saturi e i rumori della piazza di Santa Maria in Trastevere si accede a un ambiente raccolto, foderato di moquette ed illuminato da lampade calde, dove Alessandro Cicoria e Valerie Giampietro restituiscono l’atmosfera della garçonnière dove hanno fondato Studioli, trasformando lo spazio espositivo in un set domestico.
“Prequel” riunisce immagini, suoni, disegni, sculture, film, oggetti di design, archivi e dipinti realizzati dai genitori di artisti e amici di Studioli, muovendosi liberamente tra opere storicizzate e pratiche informali. L’impalcatura curatoriale è quella di una genealogia familiare usata come dispositivo critico che opera una doppia inversione: generazionale – non “figli di” ma “genitori di” – e spaziale, con il trasferimento di elementi, nati o collocati nella sfera privata, nello spazio pubblico della mostra. Attraverso un livellamento intenzionale, in cui il valore artistico non è dato a priori ma prodotto dal contesto espositivo, “Prequel” mette in discussione l’idea di autorialità come principio stabile.
Il lavoro di Sandro Chia, padre del fotografo Filippo Chia, è presentato attraverso un’inedita sequenza fotografica antecedente alla sua consacrazione con la pittura della Transavanguardia, mentre accanto compaiono la serie di ritratti di Kevin Costner realizzati da Leandra Maccari, nipote di Mino Maccari e madre del curatore Luca Lo Pinto: icone ripetute che condensano l’immaginario mediatico degli anni Novanta in una pratica pittorica privata. Questo diffondersi della pratica artistica al di fuori della professionalizzazione fa vacillare la distinzione tra produzione artistica e cultura visiva quotidiana. Le nature morte e il ritratto del cane di Maria Teresa D’Eredità, madre di Neela e dell’artista Davide Quagliola, convivono con i disegni a pastello e inchiostro su carta di Francesco Pecoraro, padre dell’artista Nicola, in cui la pratica grafica affianca quella letteraria, e con gli oli su tavola di Nicola Giampietro, ingegnere e padre di Valerie, le cui composizioni metafisiche instaurano un rimando con lo spazio della mostra, fino a diventarne una sineddoche.
Le opere sono presentate come nodi all’interno di una rete di relazioni familiari, affettive e culturali. Pur rispondendo a criteri estetici, la selezione risulta da un processo di ricognizione nelle case e nelle cantine. Questo è evidente già all’ingresso, dove gli scatti in bianco e nero della foto reporter Pénélope Chauvelot – ritratti infantili dei figli Nicolas e Antonine Peduzzi – sono installate in grande formato sulla vetrina che fa da cerniera alla piazza. L’estetica da campagna pubblicitaria introduce la tensione tra dimensione privata e comunicazione pubblica, mentre all’interno i modellini scenografici di Richard Peduzzi rimandano agli arredi di Villa Medici a Roma, di cui è stato direttore, ricreando un ambiente interno su piccola scala. Il tavolo display dell’artista e architetto Maurizio Morellini, padre di Livia, raccoglie invece oggetti di bronzo, legno e argento insieme a piccole tracce di vita familiare.
Questa dimensione archeologica e la relativa trasformazione oggettuale sono tutt’altro che neutre. Se da una parte i centrini realizzati da Piera D’Ottavio per la nascita del figlio Alessandro Cicoria diventano silhouette in contro luce e le pitture a olio dell’artista americano Charles Masson portano con sé una dimensione affettiva esplicita nei confronti del figlio Charlie, l’esposizione dei diari di Gelasio Gaetani d’Aragona, padre della designer Iacobella Gaetani, accumulati negli anni insieme a collage e fotografie private, e delle poesie dell’artista Maximo Cosentini, scritte prima della sua scomparsa e qui scelte dalla figlia Cristina, introducono una forma di vulnerabilità che sfugge a ogni estetizzazione. In effetti, “Prequel” non si limita a portare il privato nel pubblico, ma mette in scena il conflitto che ne deriva, tra desiderio di visibilità, resistenze e negoziazioni.
Lontana da qualsiasi lettura nostalgica, la mostra gioca con la componente temporale per soffermarsi su alcune traiettorie geografiche e culturali degli ultimi cinquant’anni. Di Andrea Nelli, pittore e artista, sono selezionate le fotografie che documentano il paesaggio urbano dei graffiti e delle sottoculture nella New York degli anni Settanta, così come il film Tardoumano [Vero Frascati] che ha girato nel 2009 facendo recitare le sue poesie agli amici della figlia Caterina. I video del designer Elia Quagliola, montaggi veloci delle sfilate e performance realizzate a inizio anni Novanta, traducono l’archivio della moda in un linguaggio vicino alla grammatica visiva contemporanea. Itinerari che incrociano indirettamente Paola Igliori, scrittrice ed editrice attiva tra Roma e New York negli anni Ottanta, il cui documentario su Harry Smith riflette, attraverso la figura di questo alchimista moderno, l’eclettismo della mostra.
Da questo lavoro di recupero emerge anche uno spaccato della contro-cultura romana, come accade nel manifesto del progetto sperimentale Albergo Intergalattico Spaziale fondato a Trastevere da Mino Di Martino, chitarrista nei Giganti, e Terra Di Benedetto, attrice e performer, genitori di Rä Di Martino, e nella locandina originale di Non contate su di noi, del regista Sergio Nuti, padre dell’artista Lulù, che ha girato il primo film italiano sulla tossicodipendenza, prima dell’exploit di Amore tossico.
In “Prequel” l’origine, il principio genealogico diventa una condizione mobile, continuamente rinegoziata tra memorie, affetti e immagini che si stratificano senza gerarchie definitive. In un sistema dell’arte orientato a consolidare narrazioni identitarie, il progetto introduce una temporalità non lineare, prossima a quella che Marianne Hirsch definisce postmemoria, in cui il passato continua a essere trasmesso e riscritto nel presente. È la stessa in cui si intrecciano dinamiche estetiche e psicologiche, rivelando la dimensione eternamente relazionale della creazione artistica.







