Massacre: Variations on a Theme, la performance di Alexandra Bachzetsis presso Istituto Svizzero

28 Dicembre 2020

L’interazione tra espressione e controllo ha attraversato l’intero percorso di Alexandra Bachzetsis nel mondo della danza. Massacre: Variations on a Theme spinge il prodigioso scambio interno a questa dicotomia fino a farlo divenire febbrile interazione tra ripetizione meccanica in eccesso e convulsione fisica. Le coreografie di Bachzetsis hanno esplorato consistentemente le rappresentazioni del corpo femminile e i gesti e rituali attraverso cui gli stereotipi di genere sono stati creati, rafforzati e decostruiti. In un contesto culturale dominato dai loop, da luccicanti GIF e avatar, dalla violenza fisica e da una dipendenza compulsiva per le macchine, questa nuova opera colloca il corpo della donna quale forma tecnologica intrappolata tra animismo e automatismo.

Il lavoro di Alexandra Bachzetsis accosta spesso i tropi e le gestualità della cultura popolare con antichi rituali e con il linguaggio coreografico di grandi figure del mondo della danza, quali Trisha Brown. In Massacre, letteralmente un “balletto meccanico”, tre ballerine danzano su una partitura dal vivo per due pianoforti, di cui uno automatico. La performance della partitura vede movimenti umani alternarsi a suoni meccanici. I movimenti delle ballerine fanno riecheggiare questa dualità, oscillando tra le gestualità spasmodiche del tarantismo, i ritmi circolari e serrati del Northern Soul e il saltellare goffo ma istintivo dei gorilla e di altri animali in gabbia. Ogni sequenza di movimenti si trasmette quasi viralmente da una perfomer all’altra.

Alla passione della Bachzetsis per gli automatismi e le ripetizioni estreme e cadenzate si accompagna una curiosità critica per l’erotismo che un simile sistema produce. Le immagini, i gesti e i suoni che danno vita a Massacre riprendono molti precedenti del dadaismo e surrealismo – eminentemente le rappresentazioni della forma femminea nelle opere di Man Ray, Marcel Duchampo e Hans Bellmer – oltre a esprimere una fascinazione per la formazione del genere e della sessualità, in un mondo meccanicizzato sempre più segnato dall’industria farmaceutica e da quella pornografica.

Massacre presenta l’individuo come “sublime cadavere”, come un composto di processi organici e tecnologici parimenti composto da erotismo, industria e violenza. Ogni performer è un condotto per sistemi che prendono possesso del suo corpo nel quadro di una matrice di produzione iperbolica.

– Stuart Comer

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