In occasione dell’Art Week di Milano, la Fondazione Adolfo Pini presenta “Focus”, progetto a cura di Cecilia Guida dedicato al duo Tommaso Arnaldi e Francesca Pionati, vincitorə del Pini Art Prize 2025/2026 – sezione Arti Visive. L’intervento si sviluppa come installazione site-specific nelle sale del primo piano della casa-museo, mettendo in relazione, in chiave simbolica, la loro ricerca sulle abitazioni informali e temporanee con i dipinti e gli oggetti appartenuti al pittore Renzo Bongiovanni Radice.
Muovendosi tra scultura, installazione, audiovisivo e pratiche editoriali, Arnaldi e Pionati costruiscono un percorso che interroga le trasformazioni urbane e le dinamiche sociali contemporanee, destabilizzando le percezioni comuni e aprendo nuove modalità di lettura dello spazio abitato. Il progetto si articola attorno a Unexpected Homes (series) (2025), una miniatura che restituisce le trasformazioni effimere con cui architetture non domestiche vengono adattate alla vita quotidiana, e Unpredictable Homes (2026), installazione che mette in tensione interno ed esterno attraverso elementi simbolici come una sedia e un’antenna, evocando la dimensione materiale e relazionale dell’abitare.
Completa la mostra il progetto editoriale II Magazine, fondato a Roma nel 2022, che riflette criticamente sui sistemi di produzione e diffusione dei contenuti, mettendo in discussione le gerarchie dei media contemporanei attraverso pratiche di “unpublishing” e narrazioni ibride tra saggio, immagine e sperimentazione.
“Focus” si inserisce nel programma di sostegno della Fondazione rivolto ad artisti under 35: dopo questa presentazione, il progetto proseguirà con una residenza alla Casa degli Artisti (maggio 2026) e culminerà in una mostra personale negli spazi al piano terra della Fondazione in autunno. Venerdì 17 aprile, dalle 16 alle 18, è prevista inoltre una lettura curatoriale delle opere a cura di Cecilia Guida.
Con questa iniziativa, la Fondazione Adolfo Pini conferma il proprio ruolo nel panorama contemporaneo milanese come luogo di dialogo tra memoria storica e pratiche emergenti, offrendo agli artisti un contesto concreto di ricerca, produzione e confronto.



