Cerimonia, un progetto a cura di Istituto Svizzero e l’Università Iuav di Venezia

23 Novembre 2020
Offenes Atelier im Kunstmuseum Basel vom 02. Juni 2019, Bild: Oliver Hochstrasser / www.oliverhochstrasser.ch

L’Istituto Svizzero è da sempre attento ad alimentare lo scambio culturale tra Svizzera e Italia in vari campi, percependo anche la responsabilità nei confronti del pubblico locale – di cui ha cercato più volte di considerare le aspettative – e incoraggiando il mutual learning tra diverse comunità.

In questo periodo così difficile per il mondo della cultura, anche la moda non ha potuto non subire perturbazioni, trovandosi costretta a reinventare i propri mezzi espressivi. La sua brutale messa in discussione a causa dell’epidemia ha di fatto accentuato l’attualità delle riflessioni già in corso sulla sua potenziale rivoluzione. In risposta alla sua industrializzazione compartimentalizzata e all’eccessivo consumo di risorse, le grandi aziende e i grandi creatori si sono impegnati a loro volta, orientando le proprie ricerche verso una concezione più sostenibile della moda. All’interno di questi innovativi rivolgimenti, negli ultimi anni l’upcycling ha progressivamente acquisito rilevanza, suscitando sempre maggiore interesse.

L’Istituto Svizzero propone, con il sostegno del Dipartimento di culture del progetto dell’Università Iuav di Venezia e in concomitanza con l’avvio del nuovo anno accademico e della didattica, tre giorni interamente dedicati alla moda e alle sue ultime evoluzioni.

Negli spazi della Iuav avranno luogo due workshop sul tema dell’upcycling diretti da Rafael Kouto, una delle figure emergenti della moda contemporanea elvetica. Mediante innovative riflessioni sulla capacità della moda di rifuggire il suo destino consumistico, i suoi workshop permetteranno a studenti e pubblico di mettere in discussione il rapporto che quotidianamente si instaura con la moda e i suoi eventi.

Inoltre, Palazzo Trevisan degli Ulivi accoglierà una performance che porrà in luce le nuove possibili forme di visibilità date agli stilisti in un contesto così incerto. Sfileranno alcuni dei modelli più precoci di Kouto, oltre agli esiti del primo workshop e alle produzioni realizzate dagli studenti della Iuav afferenti al corso di Laurea diretto da Maria Luisa Frisa. L’annullamento dell’edizione 2020 di Fashion at Iuav ha portato infatti a riflettere sulla necessità di un progetto nuovo, capace di raccontare, con modalità e tensioni specifiche, le migliori collezioni realizzate dai laureandi della triennale, coordinati dai designer Philipp Lenke, Giovanni Nordio, Gregorio Nordio, Christian Pellizzari. Non un Graduation Show come d’abitudine ma un evento intimo, in uno spazio raccolto e senza pubblico, aperto al mondo attraverso lo streaming su Vogue.it e frutto della preziosa collaborazione con l’Istituto Svizzero. La performance, con la regia di Gina Monaco e il sound di Carlos Finger, è accompagnata da un poster A3 che è traccia e documento del lavoro condotto dagli studenti, progettato da Alessandro Gori/Laboratorium.

L’evento intende incoraggiare la riflessione su una possibile via da percorrere, con la nuova consapevolezza della fragilità di un’industria prima ritenuta così stoicamente salda, e che oggi esplora invece nuove alternative dal punto di vista non solo creativo ma anche aziendale.

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