On memes, un talk dell’Istituto Svizzero sul ruolo dei meme nella cultura digitale

7 Marzo 2022

Istituto Svizzero presenta il talk On memes, online e nella sua sede di Milano.

I meme sono ovunque nella cultura digitale: piccoli contenuti creativi, spesso generati in un formato ibrido di diversi media (testo, immagine, audio, video), e condivisi attraverso vari canali digitali all’interno di molteplici comunità sociali. Mentre il significato culturale dei meme è talvolta messo in discussione dai media più conservatori (il giornale svizzero Neue Zürcher Zeitung ha osservato nel 2019 che questi sono “spazzatura” ma anche importanti), essi stanno ricevendo una crescente attenzione non solo da parte delle artiste e degli artisti, ma anche da diverse discipline scientifiche. Sembra infatti che sia proprio la natura ambigua e instabile dei meme, il loro potenziale comunicativo e la loro intermedialità a farli circolare così facilmente tra diversi destinatari.

In conversazione con Federica Patti, l’autrice Berit Glanz, il linguista Thomas C. Messerli e l’artista Jiajia Zhang discutono il significato dei meme come oggetto digitale della cultura pop. Quali intuizioni traggono dal loro confronto con i meme? Quale significato attribuiscono loro nei propri rispettivi campi di lavoro? C’è un terreno comune nei diversi approcci ai meme, e come vengono “letti” i meme in modo diverso?

Berit Glanz è un’autrice, saggista e studiosa di letteratura. Ha studiato a Monaco, Stoccolma e Reykjavík ed è stata poi assistente di ricerca presso la cattedra di letteratura moderna scandinava all’Università di Greifswald. Il suo romanzo d’esordio Pixeltänzer è stato pubblicato da Schöffling Verlag nel 2019 e ha ricevuto, tra gli altri, il Premio Hebbel 2020. Il suo primo volume di poesia Partikel è stato pubblicato da Reinecke & Voss nel 2020. Il suo secondo romanzo Automaton sarà pubblicato da Berlin Verlag nella primavera del 2022. È membro editoriale del feuilleton digitale 54books e scrive regolarmente la newsletter di memecultura Phoneurie.

Thomas C. Messerli è ricercatore e docente di linguistica inglese all’Università di Basilea, dove ha completato il suo dottorato sulla ripetizione nell’umorismo telecinematico nel 2018. Lavora anche come docente e ricercatore in inglese presso la PH FHNW, la Scuola di Formazione dell’Università di Scienze Applicate e Arti della Svizzera Nordoccidentale. La sua ricerca è dedicata principalmente alla pragmatica linguistica, ma è anche attivo nelle digital humanities e nella lettura sociale digitale. I suoi attuali interessi di ricerca includono i contesti di partecipazione dei film (sottotitolati), la sottotitolazione comunitaria e la visione attiva, la comunicazione umoristica, aggressiva e persuasiva nei social network online, inclusi i meme e la comunicazione su Reddit, e i discorsi valutativi online, come la valutazione nelle recensioni di libri online. Come parte della sua ricerca sulla comunicazione online, ha anche pubblicato due studi sui meme: Multimodal construction of soccer-related humor on Twitter and Instagram (2018, pubblicato nel volume edito The Aesthetic, Poetics, and Rhetoric of Soccer, in collaborazione con Di Yu) e On a Cross-Cultural Memescape: Switzerland through Nation Memes from within and from the Outside (2020, pubblicato nella rivista Contrastive Pragmatics, in collaborazione con Marta Dynel).

Federica Patti è storica dell’arte, docente e curatrice indipendente, la cui ricerca si concentra intorno alle pratiche transmediali contemporanee, con un particolare interesse per le estetiche e i linguaggi multimediali, i live media, temi del postumano e le evoluzioni del metaverso, con una propensione all’apertura e alla contaminazione verso pubblici e spazi non convenzionali. Vincitrice della nona edizione dell’Italian Council nel 2020, attualmente collabora con diverse realtà (fra tutte: CUBO – Centro Unipol Bologna e Romaeuropa Festival) nell’ideazione e realizzazione di mostre e attività educative legate ai temi di arte, scienza, digital humanities. È membro del collettivo LaRete Art Projects e di IKT – International Association of Curators of Contemporary Art. Scrive per le riviste Exibart e Creativeapplications.net. Dal 2020 è tutor del progetto “Residenze digitali” e membro delle giurie di numerosi premi internazionali di New Media Art (i più recenti: premio STARTS Piemonte, RE: Humanism 2021).

Jiajia Zhang conduce una pratica artistica rigorosa e commovente che si muove abilmente tra film, scrittura, scultura e installazione e media tra materiali comuni, spazio relazionale e rappresentativo, miriadi di prospettive politiche e la poesia diaristica del quotidiano. Mostre recenti includono La réforme de Pooky (2022, Kunsthalle Friart), If Everyday would be a holiday, towns would be more mysterious (2021, Coalmine, Winterthur) e Summer of Suspense (2020, Kunsthalle Zürich).

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