Essere di

di 5 Luglio 2024

la mia musica ora è il risultato
di un lungo periodo di meditazioni,
una presa di coscienza
di me stessa globalmente.
allora
mi resi conto che il «discorso
sull’evoluzione del linguaggio
musicale» non solo non mi
interessava più, ma mi dava
fastidio, lo sentivo falso,
forzato, schizofrenico,
imposto dall’ideologia corrente,
dalla quale pero non avevo
il coraggio di staccarmi.
«compresi che il lavoro del poeta
non consisteva nella poesia, ma
nell’invenzione di ragioni perché
la poesia fosse ammirevole»
(Borges, L’Aleph)
trovai il coraggio di essere
veramente autentica quando capii
(grazie al femminismo) perché
non avevo potuto esserlo e
quando finalmente mi decisi
a trasformare le mie esperienze
in coscienza (musica, yoga, danza,
e femminismo appunto).
scoprii, o meglio, ammisi
che quello che mi interessava
più di tutto era me stessa,
e la mia evoluzione,
e che qualsiasi cosa io
avessi fatto per essa,
automaticamente si sarebbe riflessa
nelle mie azioni (la musica in
questo caso), nelle manifestazioni
della mia esistenza.
compresi anche che l’autenticità
non consisteva, ovviamente,
nell’intenzionalita del mio fare
(«voler fare») precedente e neppure
nella spontaneità semplice e immediata,
ma in una «spontaneità consapevole».
poter essere cosi all’istante stesso
in cui si desidera essere,
esattamente come l’impulso
del momento detta,
il prendere coscienza di questo
istante realizzato,
l’osservare se stessi nell’attimo
in cui simultaneamente
l’impulso affiora e si trasforma
(si realizza) in azione,
la simultaneità osservata
dell’impulso e dell’azione.
ora
quindi non mi interessa più
la produzione di creatività,
bensì la manifestazione
di creatività.
rifiuto
l’organizzazione formale
Ia ricerca di relazioni
imposte ai suoni
la razionalizzazione dall’«esterno»
un ritmo imposto
rispetto il ritmo vitale
non soltanto biologico,
ma soprattutto ontologico.
l’operazione è quindi ora sul soggetto,
non (più) sull’oggetto.
agisco su me stessa.

Altri articoli di

Franca Sacchi